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Viterbo
Viterbo
è definita da secoli la città
dei Papi, in memoria del periodo in
cui la sede papale fu appunto spostata
in questa città che ancora porta
i segni di quel fasto, pur avendo origini
ancora più antiche. Tracce di
antichi insediamenti testimoniano la
presenza di Italioti sull'area dove
poi è sorta Viterbo: esempi di
tale occupazione sono dati, per il periodo
neolitico ed eneolitico, dalle tombe
del Rinaldone (l'attuale Bagnaccio)
e nei dintorni di Ferento. Bellissimo
il suo centro storico Medievale incentrato
intorno al quartiere San Pellegrino.
E nota nel mondo anche per la sua Santa
"Rosa" e la macchina trasportata
dai facchini, nonchè importante
centro Termale con le sue Terme dei
Papi.
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| DA
VEDERE: |
| Palazzo
dei Papi |
| Il
centro di Viterbo offre numerosissime
oltre che importanti opere d'arte. La
più famosa è certo il Palazzo
dei Papi, costruito fra il 1255 e il 1266
sul colle di San Lorenzo per proteggere
il pontefice, con la celebre loggia formata
in un solo lato da sette archi sorretti
da esili colonnine binate che si intrecciano
formando una elegante trabeazione.
Dalla loggia si entra nella grande Sala
del Conclave, teatro della famosa elezione
di papa Clemente X. |
Il
Palazzo papale e la Loggia |
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Accanto
al Palazzo dei Papi sorge anche il Duomo cattedrale,
dedicato a San Lorenzo. Poco distante da piazza
del Duomo si estende il vecchio quartiere medievale,
conservato quasi integro, di San Pellegrino. |
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| Chiesa
di Santa Maria Nuova |

Il
Trittico bizantino del 1180 |
La
Chiesa di Santa Maria Nuova è
una delle più antiche di Viterbo:
risale, infatti, al 1080. Fu edificata
sui resti di un tempio dedicato a
Giove Cimino, la cui testa scolpita
(che molti credettero in passato raffigurasse
Gesù) si sporge sopra il portale.
In un angolo esterno dell'edificio,
figura un pulpito in pietra cui si
accedeva tramite una scala di legno.
Da esso predicò, nel 1266,
San Tommaso d'Aquino. All'interno
è conservata una collezione
di pittura viterbese del periodo che
va dal XIV al XVI secolo.
Nella navata di sinistra, in fondo,
si trova un pregevole trittico bizantino
del 1180 di cuoio che raffigura il
Cristo. Le navate laterali presentano
un soffitto retto da capriate lignee
e decorato da formelle in ceramica.
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| Quartiere
medievale di San Pellegrino |
| Vero
gioiello di contrada duecentesca, conserva
pressoché integro il suo aspetto
medioevale; le piazzette, le viuzze, le
torri, gli archi, le case con i caratteristici
profferli (le scale esterne) creano un
ambiente straordinariamente pittoresco,
alla cui suggestione è difficile
sottrarsi.
Centro del quartiere è la piazzetta
di S. Pellegrino, con la chiesa del Santo
e l’austero Palazzo degli Alessandri.
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Scorcio
del quartiere di San Pellegrino |
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Fontana Grande, eretta nel XIII sec. e successivamente
restaurata, è la più famosa e
forse la più bella delle numerose tipiche
fontane viterbesi a tazze sovrapposte (Fontana
dei Leoni, Fontana della Morte). |
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| Santa
Rosa e la sua Macchina |

La Macchina "Ali di Luce"
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La
Macchina di Santa Rosa è una monumentale
costruzione votiva, che viene trasportata
per le vie del centro storico di Viterbo
da circa 100 facchini la sera del 3 settembre
di ogni anno, vigilia della ricorrenza
della festa della Santa Patrona (in realtà
si tratta di compatrona, essendo San Lorenzo
il vero patrono di Viterbo). Essa è
infatti l'evoluzione straordinaria di
un normale baldacchino da processione;
al culmine della Macchina è sempre
posta una statua della Santa Patrona,
e il trasporto è sempre fatto in
suo onore e in suo trionfo, anche se da
oltre due secoli gli è stato tolto
l'originario carattere di processione
religiosa, per lasciare solo il carattere
di manifestazione civile.
Il
Traporto della Macchina è l'avvenimento
principale dell'anno cittadino, capace
di catalizzare e monopolizzare l'attenzione
dell'intera città.
Fin dal pomeriggio le vie del centro storico
vanno riempiendosi di cittadini e visitatori,
in attesa di essere immersi nel buio della
sera (tutte le luci pubbliche e private
sono rigorosamente spente), con l'improvviso
sfolgorare del gigantesco campanile che
squarcia le tenebre. |
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Il
trasporto inizia nella piazza di San Sisto,
a ridosso di Porta Romana, dove la Macchina
è stata assemblata, celata fino all'ultimo
momento da un'imponente impalcatura coperta
con dei teli. Le ore che precedono il trasporto
prevedono una serie di verifiche e infine
l'accensione delle luci che fanno parte della
costruzione, alcune elettriche, moltissime
a fiamma viva.
Il
percorso, lungo circa 1.200 m, si svolge nelle
vie abbuiate e giunge fino al Santuario di
Santa Rosa.
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