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Terni
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Terni, una stretta valle ricca di contrasti
nuovi e incantevoli, dolcezza italiana
e asprezza svizzera riunite, monti che
si slanciano verso il cielo... scroscianti
onde selvagge e accanto ulivi delicati,
melaranci, viali di alloro, dolci grappoli,
fichi... . »
(W.J.J. Heinse, XVIII secolo)
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| DA
VEDERE: |
| Palazzo
Spada |
| Elegante
edificio rinascimentale situato nel cuore
di Terni e attribuito ad Antonio da Sangallo
il Giovane. E' sede municipale. All'interno
si ammirano sale affrescate con episodi
storici come la "Battaglia di Lepanto"
e la "Strage degli Ugonotti".
Si racconta che Antonio da Sangallo fu
fatto avvelenare, complice la moglie,
dai Reatini in quanto non volevano che
si occupasse della sistemazione della
cascata delle Marmore, motivo per il quale
era stato chiamato a Terni.
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La
facciata di Palazzo Spada |
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| Basilica
di San Valentino |

La
facciata della Basilica |
La
Basilica di San Valentino, antichissima
struttura costruita in un'area cimiteriale
cristiana per ricordare il vescovo
ternano martirizzato a Roma nel 273
e portato su tale collina della periferia
ternana dai suoi seguaci; la forma
attuale risale al 1618 ed il convento
e le spoglie del Santo sono state
conservate dai Carmelitani fino al
XX secolo, quando il comune di Terni
ne prese l'eredità.
Durante tutto il mese di Febbraio
si festeggia il Santo vescovo e martire,
patrono della città e protettore
degli innamorati, la città
si riempie di Eventi Valentiniani
a lui dedicati e a tutti gli innamorati
del mondo.
Agli
eventi religiosi vengono affiancati
concerti, mostre, conferenze, seminari,
spettacoli teatrali, ecc.. Inoltre
dal 2005 gli eventi si sono arricchiti
con gli stand di Cioccolentino, dove
il cioccolato e la tradizione della
pasticceria ternana animano le vie
del centro.
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| Museo
Archeologico |
| Il
Museo Archeologico ospita una notevole
documentazione dell'area archeologica
di Terni e del territorio circostante.
Vi sono esposti reperti preistorici, preromani
e romani: iscrizioni, sculture, frammenti
architettonici e corredi funebri, bronzetti
votivi. Di grande interesse il materiale
ritrovato nelle necropoli cittadine delle
Acciaierie e di San Pietro in Campo.
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Gli
interni del Museo |
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| La
Cascata delle Marmore |

La Cascata delle Marmore |
La
Cascata delle Marmore è una cascata
a flusso controllato tra le più
alte d'Europa, potendo contare su un dislivello
complessivo di 165 m, suddiviso in tre
salti (il primo, più alto, di 83
m). Essa si trova a circa 7,5 km di distanza
dalla città ed è formata
dal fiume Velino che, in prossimità
della frazione di Marmore defluisce dal
lago di Piediluco tuffandosi con fragore
nella sottostante gola del Nera. La sua
storia risale al periodo Romano nel 271
a.C., quando il console romano Manlio
Curio Dentato, ordinò la costruzione
di un canale per far defluire verso il
fiume Nera (affluente del Tevere) le acque
stagnanti create dal fiume Velino in modo
da bonificare tutta la valle sottostante
l'altipiano in cui si trova la città
di Rieti. |
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Oggi la Cascata viene utilizzata per la produzione
dell'Energia Elettrica nella Centrale di Galleto
e questo fa si che la cascata vera e propria
non sia continuamente funzionante, ma per
la maggior parte del tempo si riduca alle
dimensioni di un torrente. Per regolare il
funzionamento della centrale e per permetterne
la visione a tutti, in orari e periodi definiti,
la cascata viene fatta funzionare alla massima
portata, assicurando un effetto spettacolare:
un segnale acustico avvisa dell'apertura delle
paratoie di regolazione, e il piccolo torrente
si trasforma in pochi minuti in un fiume roboante
che precipita nel vuoto. Normalmente, è
possibile vedere la cascata in funzione tra
le ore 12.00 e le 13.00 e tra le 16.00 e le
17.00, ogni giorno della settimana: nei giorni
festivi sono previsti orari di funzionamento
prolungati.
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