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Pitigliano
Fu
per secoli il centro di una contea degli
Orsini. Conserva scarse testimonianze
della sua storia etrusca, mentre sono
ben presenti elementi del periodo medievale.
Sorge su un pianoro tufaceo e in alcuni
punti la cinta di mura medievali tradisce
l’origine etrusca. La Necropoli
aveva tombe a fossa e a camera (VIII/VI
sec. a.C). Il pianoro tufaceo ai cui
piedi erano stati scavati i sepolcri
è particolarmente suggestivo
al visitatore per la caratteristica
formazione a groviera che assume da
lontano.
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| DA
VEDERE: |
| Palazzo
Orsini |
| Di
origine aldobrandesca fu ristrutturata
fra il 1543 e il 1545 da Antonio da Sangallo
il Giovane per volontà del conte
Gianfrancesco Orsini. Il Sangallo fece
costruire due bastioni a pianta poligonale,
più idonei a resistere all’impatto
delle armi da fuoco rispetto alle preesistenti
torri circolari. I bastioni sono stati
trasformati in abitazioni private. |
Palazzo
Orsini |
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| Fortezza
Orsini |

La
Fortezza Orsini |
E’
un imponente palazzo di origine aldobrandesca
fatto ristrutturare dagli Orsini tra
la fine del XV e la prima metà
del XVI secolo. Fu la residenza principale
dei Conti di Pitigliano e Sorano.
Attualmente appartiene in gran parte
alla Curia Vescovile ed è sede
della Diocesi di Pitigliano, Sovana
e Orbetello. Palazzo Orsini ospita
due musei: il Museo Civico Archeologico
e il Museo di Palazzo Orsini, unitamente
alla Biblioteca e all’Archivio
storico comunale e alla Biblioteca
e all’Archivio storico diocesano.
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| Il
ghetto |
| Pitigliano,
che ospitò gli ebrei forse fin
della fine del quattrocento, divenne per
loro un importante centro di rifugio nell’Italia
centrale, tanto da erigere un Tempio nel
1598.
Il Ghetto è composto da una serie
di vie e vicoli del centro storico dove
si svolgeva la vita sociale, culturale
e religiosa degli EbreI. A Pitigliano,
unica erede delle "città rifugio"
del territorio, le favorevoli condizioni
conservatesi per secoli resero possibile
lo svilupparsi di eccezionali rapporti
di convivenza e di tolleranza tra la popolazione
ebraica e quella cristiana, tanto che
la cittadinanza venne designata come la
"Piccola Gerusalemme". Nonostante
che gli ebrei siano oggi ridotti a poche
unità, quell’antico rapporto
continua in altre forme; da restauro e
conservazione dei monumenti ebraici (Sinagoga,
forno degli azzimi, bagno rituale, cimitero,
museo ebriaco) alla scelta di produrre
vino kasher nella Cantina Cooperativa
di Pitigliano, alla fondazione dell’Associazione
"La Piccola Gerusalemme", che
ha come fine la promozione di iniziative
per la valorizzazione della storia di
Pitigliano.
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Uno
scorcio del Ghetto |
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| L'acquedotto
mediceo |

Gli imponenti archi dell'acquedotto mediceo.
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IIl
paesaggio di Pitigliano è caratterizzato
da due giganteschi archi dell’acquedotto
mediceo, sorretti da un enorme pilastro
e collegati a tredici archi più
piccoli costruiti dai Lorena. L’acquedotto
fu realizzato per impulso dei Medici dal
1636 al 1639.
La parte superiore, a triangolo, ha un'apertura
circolare. Nel Trecento, per motivi di
stabilità, sono stati costruiti
tre contrarchi esterni (altri tre sono
incorporati nelle strutture del convento)
che non mutano la grazia dell'edificio.
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Il campanile, alla destra dell'abside, è
a pianta quadrata. La chiesa è stata
disegnata da frate Filippo da Campello.
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| Le
vie cave |
| Pitigliano
è circondato da numerose vie cave,
antiche strade Etrusche costituite da
profondi percorsi ricavati dal taglio
della roccia tufacea.
Alcune superano il chilometro di lunghezza,
con pareti alte fino a 20 metri. Spesso
le vie cave intersecano necropoli etrusche.
Le principali sono quella del Gradone
(dove è istato allestito il Museo
Archeologico all'aperto "Alberto
Manzi"), di S.Giuseppe, di Fratenuti,
di S.Rocco, della Madonna delle Grazie. |
La
caratteristica forma delle vie cave |
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