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Civita
di Bagnoregio
La
città di Civita di Bagnoregio si
trova arroccata su uno sperone di roccia
tufacea sovrastante la valle di calanchi
formate dai torrenti Chiaro e Torbido,
unita alla "civiltà moderna"
da un lungo ponte pedonale e non accessibile
alle automobili.
Viene anche chiamata "La città
che muore" a causa di una lenta ma
irrefrenabile erosione che vede lo sperone
tufaceo progressivamente assottigliarsi
a causa dell' azione erosiva degli agenti
atmosferici che lo modellano nelle tipiche
forme dei calanchi - piccoli bacini delimitati
da creste e pinnacoli creati dall' azione
dilavante della pioggia sull' argilla.
Praticamente disabitata e grazie al suo
isolamento ha mantenuto nel corso degli
anni il suo aspetto tipicamente medioevale.
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| La
Chiesa di San Donato |
| Subito
dopo aver percorso il lungo ponte di cemento
armato ed attraversata la caratteristica
porta, a metà di via Santa Maria,
subito a sinistra si trova la chiesa di
San Donato, con la sua piazza, dove due
volte l'anno si corre il palio asinino
della "Tonna".
La chiesa, rimaneggiata nel XVI secolo,
conserva al suo interno un crocefisso
ligneo del 400 della scuola di Donatello
ed un affresco attribuibile alla scuola
del Perugino.
Dall'alto della torre campanaria si gode
di una vista mozzafiato. |
La
chiesa di San Donato |
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| a
passeggio per la città... |

Suggestivo
scorcio di Civita di Bagnoregio.
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Da
ammirare i palazzi medievali delle
famiglie Colesanti, Bocca e Alemanni,
un caratteristico frantoio del '500,
la casa di San Bonventura e la Galleria
Etrusca che attraversa completamente
la città da Nord a Sud, permettendo
l'accesso alla città passando
per la valle dei calanchi.
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Panorama
della città
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La
porta di Santa Maria |
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San
Bonaventura |

La chiesa di San Bonaventura
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Il
personaggio più rappresentativo
legato a questa terra è S. Bonaventura
(Giovanni Fidanza n.1217-m.1274) che nel
1243 entra nell'Ordine Francesco; filosofo
e teologo fu definito "l'oratore
più efficace dei suoi tempi"
e uno dei maggiori esponenti del misticismo
medievale.
Sul bordo orientale del Belvedere di Bagnoregio,
dove era il Convento Francescano, si trova
una grotta scavata nel tufo dove, secondo
la tradizione, il Santo si ritirava in
preghiera.
A lui il paese di Bagnoregio ed i suoi
cittadini hanno dedicato un monumento
posto al centro di Piazza Sant'Agostino
con tre formelli rappresentanti la vita
del Santo e a sovrastarli una statua in
bronzo alta 2.50mt.
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Notevole
anche la chiesa a lui dedicata sorta sopra una
già esistente chiesa parrocchiale ormai
in rovina, dedicata a S. Angelo ed acquistata
dalla Venerabile Compagnia di San Bonaventura
nel 1632.
Completata così come la possiamo ammirare
oggi verso la seconda metà del 1800 dopo
oltre due secoli di totale abbandono. |
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