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Bolsena
La
città di Bolsena si trova affacciata
sulle rive del lago omonimo e lungo la
via Cassia (Via Francigena) a metà
strada tra Roma e Siena, le quali distano
poco più di 100 Km. Un angolo d’Italia
ricco di storia, di tradizioni e immerso
in una natura rigogliosa e ancora in gran
parte incontaminata, abitato da una popolazione
cordiale e ospitale, tenacemente attaccata
alle proprie tradizioni storiche e culturali.
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| Cenni
storici e Territorio |
| Bolsena
è un suggestivo e ridente borgo
medievale adagiato sulle propaggini collinari
dei monti Volsinii le cui origini risalgono
al III sec. a. C., quando venne popolata
dagli abitanti sfuggiti alla distruzione
della città Etrusca Velzna, assumendo
il nome latino Volsinii. Durante
il IV sec. la popolazione, a causa delle
continue incursioni da parte dei Longobardi,
si spostò sulla
rupe, sviluppando in questo modo
il
quartiere medievale del Castello.
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Panorama
di Boslena con il Lago sullo sfondo |
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Immagine
del Miracolo Eucaristico |
Nel
1398 il pontefice Bonifacio IX la concesse
in vicariato alla casata dei Monaldeschi
della Cervara. Tornata
nel 1451 sotto lo Stato Pontificio,
nel corso del Rinascimento, divenne
meta preferita di illustri personaggi
tra cui Leone X, Pio II e Paolo III.
Città
molto importante dal punto di vista
religioso poichè in essa, all'interno
della chiesa dedicata ai Santi Giorgio
e Cristina, avvenne nel 1263 quello
che venne definito "il Miracolo
Eucaristico". L'anno successivo
per volere del Papa Urbano IV venne
istituita la festa del Corpus Domini,
la quale viene celebrata con una processione
e con la tradizionale "Infiorata"
durante la quale le strade si ricoprono
di tappeti floreali.
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| Da
vedere |
| La
basilica di S. Cristina è una
costruzione romana del sec. XI con facciata
rinascimentale (1494) e campanile a
bifore trecentesco. Nell’interno
a tre navate vi sono affreschi dei sec.
XIV - XVI e dietro all’altare
maggiore si trova un polittico di Sano
di Pietro ben restaurato. Dalla navata
sinistra si accede alla Cappella del
Miracolo (sec. XVII) il cui altare custodisce
le pietre macchiate di sangue, reliquie
del Miracolo Eucaristico (1263), mentre
il Sacro Corporale, tovaglia d’altare
macchiata di sangue, è custodito
nella cattedrale di Orvieto. Attigua
alla Cappella del Miracolo è
la Grotta di Santa Cristina, facente
parte delle catacombe cristiane.
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La
Basilica di Santa Cristina |
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Nella grotta una grande icona di terracotta e
la statua di S. Cristina morta, opere entrambe
di Benedetto Buglioni. Il culto rivolto alla martire
bolsenese è tra i più diffusi nel
mondo cattolico. |

La Rocca Monaldeschi della Cervara
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La
rocca Monaldeschi della Cervara ospita
il Museo Territoriale del lago di Bolsena,
interessante per l’inquadramento
che offre del comprensorio del lago e
per alcune testimonianze della cultura
materiale. Il museo si distribuisce su
tre piani dell’edificio: al piano
d’ingresso, attraverso plastici
reperti archeologici e pannelli didattici,
sono sviluppate con particolare dettaglio
le sezioni riguardanti la formazione del
bacino vulcanico del lago, la preistoria,
la protostoria e la fase etrusca fino
alla conquista romana. |
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| I
resti della città etrusco-romana
di Volsinii sono venuti alla luce nei
pressi della Rocca Monaldeschi. Sono circondati
da un imponente muro di difesa lungo più
di 4 km. costruito con grossi conci parallelepipedi
di tufo. Sui colli circostanti si sviluppano
varie necropoli costituite da tombe a
camera e a fossa, databili tra il III
sec. a.C. ed il IV secolo d.C. e note
soprattutto nelle località di Poggio
Sala , Ospedaletto, Vietana, Pantanesca,
Gazzetta Piazzano.
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Resti
Poggio Moscini |
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Gli scavi dela Scuola Francese di Roma a Poggio
Moscini hanno portato alla scoperta della grande
piazza del Foro di Volsinii, contornata da edifici
templari e delimitata verso valle da un’ampia
basilica che, costruita nel I secolo d.C. come
edificio di uso civile, venne trasformata tre
secoli dopo in chiesa cristiana. Nel settore
della città riservato alle abitazioni
private sono state scoperte due grandi ville
arricchite da preziosi pavimenti n marmo e in
mosaico e da pregevoli affreschi del III sec.
d.C. Le numerose tombe di età longobarda
(VI sec. d.C.) rinvenute nell’ambito della
basilica sono la testimonianza del momento in
cui la città venne di nuovo abbandonata
e trasferita, servendo come cava di pietre per
la costruzione del medioevale quartiere del
Castello, il primo germe urbanistico dell’odierna
Bolsena. |
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